borghi delle Dolomiti da visitare
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4 borghi delle Dolomiti da visitare in Inverno(e non solo!)

Se adori i piccoli paesini di montagna ecco 4 borghi nelle Dolomiti da visitare in Inverno (e non solo!).In alternativa allo sci, snowboard o attività sportive ci sin può dedicare alla scoperta di antichi paesini e delle loro tradizioni che spesso si intrecciano tra storia e leggenda.

Questi borghi nelle Dolomiti sono conosciuti ma non così tanto come i vicini Altoatesini o di altre zone montane alpine.

Eccovi quindi quattro idee che vi stuzzicheranno e vi faranno partire verso le vette con il cielo blu e la neve da cornice.


Sappada: il borgo delle Dolomiti tra natura e folclore


borghi delle Dolomiti da visitare

Sappada è un piccolo borgo nelle Dolomiti da visitare se passi nelle Dolomiti tra Veneto e Friuli.

Sappada si trova a circa1250 metri di altitudine, nelle Dolomiti Orientali in provincia di Udine, tra le storiche zone del Cadore (Belluno- Veneto) e la Carnia e ai confini con la Carinzia ( Tirolo Orientale e Austria).

Questa sua particolare posizione tra vari confini la rende un’isola crocevia di culture, lingue e tradizioni differenti che si miscelano. Lo stesso nome si coniuga così: Plodn in sappadino, Bladen in tedesco, Sapade in friulano, Sapada in ladino.

L’impronta germanofona è molto forte e si percepisce passeggiando per la vivace e turistica via principale, dove si leggono nei numerosi alberghi, birrerie tipiche e ristoranti, cognomi come Piller, Kratter, Fauner. Il dialetto utilizzato anche è di stampo austriaco-bavarese con influssi friulani.

La valle dove sorge il borgo di Sappada, si snoda sinuosa seguendo il corso del fiume La Piave che sgorga dal monte Peralba e attraversa poi tutto il Veneto.


Sappada nuova, Sappada Vecchia e Cima Sappada



Sappada è formata da “Sappada nuova” e Sappada vecchia“.

Il centro è molto piccolo e si visita a piedi tranquillamente anche se la via principale non è prettamente pedonale.

Tra una birra tedesca nelle Stube ( tipiche birrerie in stile bavarese in legno) e un piatto di frico (tipico formaggio friulano con patate), puoi visitare la chiesa con bellissime vetrate antiche, che si trova sulla piazzetta principale.

Inoltre puoi ammirare al tramonto le montagne che circondano la vallata e il folto bosco di conifere che come una ghirlanda racchiude Sappada Nuova.

A nord, il Monte Ferro (2.337 m) e la Cresta del Righile. Continuando verso destra si scorgono i piani di Hobolt e del Monte della Piana (2.162 m) e infine il Monte Chiadin (2.269 m).

Sappada vecchia si trova fuori dalla via principale e si estende fino a Cima Sappada. Volendo dal centro pupi salire a piedi in circa 20 minuti. E’ la parte alta infatti e più antica del borgo.

Qui il profumo è quello dei boschi e del legno che si ritrova nelle antiche abitazioni costruite con la tecnica del Blockbau. Le case sono composte da travi di legno sovrapposti sugli angoli, poggiando il tutto su un basamento di pietra.

Pietre, legno, d’estate erba appena tagliata e d’inverno il tepore che esce dalla case e i presepi della natività.


Cosa fare a Sappada d’inverno: sport, natura e tradizioni


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Sappada oltre ad essere uno dei borghi più belli d’Italia è anche una nota località sciistica e atta a praticare vari sport invernali.

A circa 15 minuti di camminata dal centro partono gli impianti di risalita per chi ama lo sci e si snodano er circa 20 km.

E’ una zona abbastanza soleggiata e adatta anche a chi vuole avvicinarsi agli sport invernali con gradualità con i bambini.

L’Anello di sci da fondo è uno dei più belli delle Dolomiti. Non per nulla questa cittadina ha dato i Natali a campioni come Piller Kotler e Silvio Fauner.

Se ami stare in mezzo alla neve e godere dei paesaggi invernali ma non sai sciare, puoi dedicarti a rilassanti passeggiate come quella al lago Ziegelhutte.

Dalla strada principale girando in giù dopo la chiesa, si continua a camminare su strada asfaltata prima e battuta poi tenendo sempre la destra. Si passa una radura di abeti e si prosegue fino ad un ponte che porta verso una leggera salita in direzione Lago di Ziegelhutte.

In circa 25-30 minuti si arriva a questo laghetto da fiaba che di inverno si ghiaccia parzialmente ed è contornato da neve e bosco.

Qui si trova anche un piccolo ristoro aperto nei mesi estivi. La zona è adibita a pesca sportiva ed è davvero deliziosa e adatta a tutti per fare una semplice escursione e un pic-nic.

Al ritorno si riprende la strada percorsa oppure si può allungare leggermente dopo poco prestando attenzione al cartello in legno che indica Baita pista Nera.

Se ami come me oltre alle attività all’aria aperta anche la scoperta di antiche tradizioni, ti consiglio di visitare Sappada tra Gennaio e Febbraio quando di svolge il famoso Carnevale.

Il carnevale di Sappada è un evento molto conosciuto e una tradizione di folclore locale molto radicata.

Si sviluppa in tre giornate che vengono celebrate la Domenica ovvero la Domenica dei Poveri, la Domenica dei Contadini e la Domenica dei Signori.

E’ caratterizzato da pittoresche sfilate itineranti in maschera tra cui il Rollate, la maschera tipica sappadina.

I costumi dicono siano spettacolari e rievocano leggende e storie di vita quotidiana del passato

Io non ci sono mai stata ma quest’anno spero di poterci andare per conoscere meglio questo borgo nelle Dolomiti insieme alla sua storia e tradizione.


Info utili per visitare Sappada (UD)

Sappada è raggiungibile in auto da Venezia in direzione Belluno e poi Cadore- Cortina/ direzione Santo Sfefano di Cadore e Comelico.

Ci sono dei pracheggi vicino alla chiesa e nelle zone degli impianti di risalita. E inoltre alla fine del vialone centrale in direzione Sappada vecchia e Cima Sappada.

Ci sono numerosi bar birrerie e bistro nel centro e anche pittoreschi negozietti di prodotti locali.

Qui il calendario del Carnevale di Sappada 2024



Agordo, il borgo alle porte delle Dolomiti Bellunesi


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Agordo è un delizioso borgo incastonato nel cuore delle Dolomiti Bellunesi. Il ridente paesino sorge in una soleggiata conca che prende il suo nome ovvero la conca agordina ed è Patrimonio Unesco.

Il nome ha questa origine: Agort in ladino-veneto agordino, Ègort in ladino.

Io vivo a soli 25 km da questo paese di montagna, ci passo spesso per fare escursioni nelle Dolomiti ma spesso mi dimentico di quanto è carino e pittoresco.

In realtà tutta la Vallata Agordina vanta dei borghi da visitare assolutamente, tutti differenti tra loro.

La leggenda narra che il nome Agordo fosse quello di un bambino, che si salvò miracolosamente da un incidente in lago. Tanto tempo fa infatti, nel punto in cui ora si trova Agordo, esisteva un bacino d’acqua in cui si immetteva il torrente Cordevole.

Agordo si trova alle porte delle Dolomiti Bellunesi e tutto intorno la vista spazia, allargandosi nei 16 comuni della Conca Agordina, alle più famose e suggestive cime dolomitiche. Solo per citarne alcune: Monte Agnèr, le Pale di San Lucano, El Còr delle Dolomiti, la Moiazza, e più a Nord il Gruppo del Civetta e la Marmolada.

Il piccolo centro è davvero una delizia, con una piazza soleggiata, alcuni caffè, un antico giardino e la chiesa da cui partono alcune stradine nelle borgate più antiche del paese.

Il borgo di Agordo nelle Dolomiti è sempre molto animato dato che è il primo comune che si incontra nella Valle Agordina. E’ anche l’imbocco per alcuni dei più famosi passi Dolomitici come il Duran, il Falzarego , il Fedaia, Il Giau. Li avrete sicuramente visti in molte riprese televisive specialmente durante il Giro D’Italia.

Non appena si entra ad Agordo si è colpiti dalla vivacità e storicità del paesino e dal contrasto con il panorama naturale e le cime che lo contornano. Un mix di storia e natura che rende Agordo e la Conca Agordina un luogo ricco di attività da fare in montagna.

Lo sapevi che proprio qui, nella piazza della Libertà sorge la villa veneta più settentrionale della Repubblica della Serenissima? Unica nel suo genere perchè sorge proprio alle porte delle Dolomiti Patrimonio Unesco.

Palazzo Crotta ‘ De Manzoni è un palazzo signorile che risale al 1635. E’ stato dimora degli amministratori delle Miniere di Valle Imperina, ovvero i Crotta prima e i De’ Manzoni in un secondo momento.


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Il giardino adiacente si chiama Giardino Il Broi e faceva parte della tenuta. Ora è divenuto giardino pubblico di Agordo e intorno vi si svolge ogni mercoledì del mese il mercato cittadino. Il parco è molto bello da girare a quadrato perchè ha come sfondo le verdi vallate agordine e le vette dolomitiche.

Ad oggi il palazzo è adibito nella parte anteriore a dimora privata degli eredi ‘ De Manzoni, mentre la parte posteriore è diventato un museo.

Centro Minerario nel passato come maggior fornitore di rame per la Repubblica di Venezia e polo dell’avanguardia dell’ industria dell’occhiale ora e da molti decenni.

Agordo oltre ad essere un borgo nelle Dolomiti da visitare e vivace centro turistico da anche lavoro a migliaia di persone nell’industria.

Qui ha sede ed è nata l’azienda leader mondiale dell’occhialeria Luxottica ora EssilorLuxottica.

La parte aperta al pubblico di Palazzo De Manzoni, era stata acquistata dal Cavaliere del Lavoro Leonardo Del Vecchio, fondatore dell’impero dell’occhiale. Esso ospita il Museo dell’Ottica con una collezione di 2000 pezzi. Il Museo è visitabile previa prenotazione.

Molto luminosa e con splendidi dipinti e vetrate è la chiesa di Agordo, nel centro del paese. Da cui si snodano le viottole in salita sulle frazioni adiacenti dove troverai case in legno e scorci caratteristici come nella zona di Fontana e Villalta.



Dove mangiare ad Agordo

Una dolce pausa? Lo storico caffè Miniere in centro vi ristorerà con cioccolata calda e tantissimi tipi di croissant.

Un languorino a ora di pranzo? Se vuoi una pausa pranzo veloce ti consiglio la pizzeria Break Time dove la pizza è veloce e super buona!

Per una serata tra amici ti consiglio la Pizzeria Da Silvio che incroci prima di entrare in paese.

Per un pranzo di montagna con prodotti tipici come selvaggina, formaggi, funghi, non c’è niente di meglio che Ristorante da Carla A Rif . Si trova nell’omonima frazione a 5 minuti dal centro di Agordo superando l’ospedale.

Qui potrai gustare la polenta e lugànega col scòt (trad dal dialetto veneto= salsiccia con il sugo della polenta ovvero polenta liquida) da urlo. Io buona così l’ho mangiata solo da mia nonna!


Canale D’Agordo, il borgo bomboniera nelle Dolomiti


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Proseguendo dopo Agordo, ci si addentra nella Conca Agordina e passato Taibon Agordino e Cencenighe Agordino, si arriva ad un altro borgo delle Dolomiti da visitare assolutamente, Canale D’ Agordo.

Questo paesino io lo definirei una bomboniera nelle Dolomiti. La piazzetta centrale, dedicata come la chiesa al Santo Padre Papa Luciani, si accende con il sole che spunta da dietro il campanile e illumina le vie che si diramano dal centro.

Di contorno alcune delle cime più suggestive come il Pelmo, la Marmolada, le Pale di San Martino.

Sulla destra puoi percorrere il sentiero della Via Crucis che ti porta in mezzo a caratteristiche case di montagna in legno e tabià. I tabià sono i fienili tipici delle Dolomiti. Il tabià e il tavolato che forma il fienile e la stalla.

Nelle Dolomiti ne trovi molti ora adibiti o a case private ristrutturate o a B&B oppure a seconde case con tanto di legna accatastata in modo superlativo e decorativo.

Da questo sentiero in un’ora circa si raggiunge l’abitato di Caviola e Falcade.


borghi delle Dolomiti da visitare

Sempre dalla piazzetta, dopo aver visitato la chiesetta, si può prendere la strada principale e continuare in direzione Val Di Garès. La Valle di Garès e la Cascata di Garès sono dei siti naturalistici di grande bellezza, che si trovano nell’omonima frazione di Canale d’Agordo.

Una valle piccola ma incantevole, fresca e verde d’estate e una perla di ghiaccio e neve in inverno.

Qui d’inverno si possono praticare escursioni con le ciaspe e sci di fondo date le temperature sempre molto basse, arrampicate su ghiaccio e camminate. Anche d’estate per gli sportivi amanti delle arrampicate qui si trovano delle pareti di falesia interessanti per questo sport.

In estate è un paradiso comunque un pò per tutti: per gli escursionisti, i ciclisti e per chi trovare refrigerio per la vista e il corpo. Qui si trova la Cascata bassa delle Comelle con la sua meravigliosa e impressionante gola e canyon ovvero Orrido delle Comelle e Pian delle Comelle.

La prima è raggiungibile facilmente anche con bambini. Il canyon naturale Orrido delle Comelle e Pian delle Comelle richiede una buona padronanza dei sentieri ed equilibrio su sassi e con punti con cordino metallico.

Dall’abitato di Garès partono alcuni sentieri come la facile escursione a Malga e forcella Stia (circa 45 minuti su forestale con 400 m di dislivello).


Info utili per visitare Agordo e Canale D’Agordo (BL)

Agordo è facilmente raggiungibile in auto imboccando in località Mussoi a Belluno o Mas di Sedico la SS203 Agordina. La strada è scorrevole con leggere curve, attenzione ai cervi che possono essere in attraversamento soprattutto nella zona di Candàten.

Se si vogliono utilizzare i mezzi pubblici, il servizio di autobus della Dolomiti Bus ,fornisce corriere in partenza dalla stazione di Belluno fino a Falcade con fermata ad Agordo e Canale D’Agordo.



Castellavazzo e la torre triangolare di Gardona


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Poco conosciuto, Castellavazzo è uno dei borghi nelle Dolomiti da visitare e scoprire.

Se ti aspettavi come terzo borgo come Cortina o altre località blasonate…no;).

Senza nulla togliere a queste note località, parliamo di piccoli borghi meno conosciuti ma ricchi di bellezza. Qui siamo in una zona storica ma molto spesso poco pubblicizzata e valorizzata.

Castellavazzo è un piccolo borgo alle porte delle Dolomiti del Cadore, a soli 2 kilometri da Longarone di cui fa parte come comune.

Lo si incrocia facilmente da Belluno e Ponte nelle Alpi da cui dista circa 15 km in direzione Cadore/Cortina.

Il nome Castellavazzo ha una storia antica che risale all‘epoca romana di cui ci sono ancora i resti e segni ben presenti nel paese e dintorni.

Basti sapere che cìè stato anche un referendum nel 2011 per far scegliere agli abitanti se continuare ad usare Castellavazzo oppure Castello Lavazzo. Infatti il nome originario era Castello Lavazzo derivante da Castellum Laebacticum.

Questo era il fortalizio dal quale si potevano controllare i traffici tra la Pianura Veneta e il Nord. Tutto ciò permise all’abitato di assumere un’importanza strategica anche dai punti di vista ecclesiastico (come sede di pieve) e civile.

In seguito le funzioni del Castellum Laebactium furono trasferite al castello della Gardona, più a nord, presso il confine con il Cadore.

Appena si entra nel paese si percepisce una sorta di aria sospesa come se il luogo fosse fermo nel tempo.

Le viottole ricche di pietra e sassi e di balconate, addobbate a Natale ora ma in generale con molti fiori, mi ha ricordato gli antichi borghi umbri, in particolare Spello.


borghi delle Dolomiti da visitare

C’è infatti una via che si chiama via dei fiori e che consiglio di percorrere perchè sembra di camminare in una antica corte medioevale.

L’antica piazza con la fontana e la chiesetta dedicata a San Quirico e Giulietta, costruita su uno sperone di roccia, sono il fulcro del paesino e vengono rappresentate anche nei meravigliosi presepi in pietra di Castellavazzo.

Il presepe animato di Castellavazzo è davvero unico perchè costruito interamente con materiali poveri e di recupero, grazie all’infinito amore e dedizione dei paesani che ogni anno lo migliorano.

E’ esposto nella chiesetta del paese con una tradizione che dura dagli anni ’50. Consiglio davvero di andare a visitarlo perchè è davvero unico nel suo genere. Le riproduzioni del paese sembrano realtà.


L’antica via romana della pietra e la torre della Gardona


L’elemento che contraddistingue il borgo dolomitico di Castellavazzo è la sicuramente la pietra.

La fontana realizzata nel 1820 da Antonio Ongaro ne è uno degli esempi di uso più caratteristici.

La presenza copiosa di cave vicino al paese ha fornito nei tempi passati e ancora oggi, il materiale per costruire gli edifici, gli ornamenti, i monumenti, le scalinate e le fontane, non solo di Castellavazzo, ma dell’intero territorio bellunese e veneto.

La storia di questo paese parte molto prima però sull’antica via romana che porta alla Torre della Gardona.

I resti del forte si trovano a circa 1,5 km a Nord dell’abitato di Castellavazzo su strada di campagna sterrata che poi su gradini di legno ed erba fino ai resti.

Da qui si ha una veduta davvero ampia sulla Valle del Piave e infatti il suo ruolo era difensivo e di controllo doganale con la vicina zona del Cadore, insieme al Castello di San Giorgio di Soccher (Bl)

Eretto dal vescovo Ottone nel 1171, fu innalzato con inconsueta pianta triangolare e divenne un luogo strategico anche in varie battaglie.

Camminando sul ponte restaurato e tra i resti della torre di Gardona mi sono sentita un’antica guerriera;)

Salendo ancora si arriva alla Centrale Elettrica e poi scendendo per strada asfaltata a sinistra si incontrano le Cave di Pietra, utilizzate in passato per costruire il fortino e l’ex Cementificio che svolse sempre un ruolo importante nella lavorazione della pietra.

A memoria dell’importanza della pietra a Castellavazzo sorge il Museo della Pietra e degli Scalpellini.

Un Museo totalmente rinnovato, dedicato all’antico mestiere di cavatore, scalpellino e delle lavorazioni della pietra, che hanno sempre accompagnato la vita di questo piccolo borgo di montagna. 

Il giro che ricalca l’antica via romana, si conclude anello riscendendo verso Castellavazzo in circa 35 minuti totali.


Info utili per visitare Castellavazzo- Longarone (BL)

Castellavazzo si trova a circa 2 km da Longarone, 15 da Belluno sulla strada 51 bis dell’Alemagna in direzione Cadore, facilmente raggiungibile dall’autostrada Venezia-Belluno.

La chiesa è aperta normalmente per una visita, mentre il Presepe animato di Castellavazzo ora è visitabile ancora per tutte le Domeniche di Gennaio e su richiesta per gruppi, tutto l’anno.

La torre della Gardona si raggiunge a piedi dal centro del paese sempre in generale, meteo permettendo. La salita prevede circa 300 metri totali di dislivello.

Il Museo della Pietra e degli Scalpellini è visitabile tutti i sabati e le domeniche dalle 14:00 alle 18:00.



Se già sei un mio lettore, grazie per il tempo che dedichi a leggere il mio blog!

Se ancora non mi conosci io sono Maria, Travel Designer e accompagnatore turistico.

Mi piace raccontare esperienze di viaggio e crearne su misura per me e per gli altri.

Dai un occhio agli articoli con itinerari sulla sezione destinazioni e anche alla rubrica tradizioni in viaggio dove racconto curiosità da tutto il mondo.

2 Comments

  • elisa DE BIASIO

    Maria quante belle idee!! Sicuramente questi borghi sono la meta ideale per una gita. Mi ha colpito soprattutto Sappada. L ho sempre associata alle piste da sci, ma ora sicuramente penserò al Carnevale visto che è anche alle porte! Agordo anche assicuri che è una perla. Ci sono cresciuta e sembrava di trovarsi in una vera cartolina!!

    • mariaviaggia

      Cara Elisa, sì Sappada è stata una sorpresa anche per me, davvero particolare! Purtroppo causa maltempo non ho potuto visitarla sotto Carnevale che ormai volge al termie? Tu ci sei stata?
      Puteremo all’estate per goderci il fresco al lago Ziegelhutte!

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