Sacile e Polcenigo: i borghi da scoprire in Friuli
Un itinerario “letteralmente sull’acqua” tra Sacile e Polcenigo, due borghi da scoprire in Friuli Venezia Giulia.
Un’emozionante giornata tra la principesca e frizzante cittadina di Sacile e il misterioso borgo storico di Polcenigo.
Ci troviamo nel Nord Est dell’Italia, in alcuni dei borghi sull’acqua più belli d’Italia.
Quello che mi ha accompagnato sono stati: lo scroscio delle cascatelle del Livenza e delle sorgenti a Palù e i colori paradisiaci della sorgente di Gorgazzo.
Sacile: il borgo che naviga sull’acqua
Il borgo di Sacile naviga sull’acqua scrosciante del Livenza che lo attraversa.
Il centro storico di Sacile è come una farfalla dai colori variopinti, che dischiuse le ali svolazza su ponticelli e graziose vie su cui si affacciano eleganti palazzi.
Cosa vedere nell’antico borgo del Friuli Venezia Giulia, che confina con i colli e vigneti veneti di Conegliano a due passi dalla città di Pordenone?
I principali edifici storici da visitare a Sacile sono il Duomo con l’antico torrione, la chiesa di Santa Maria Addolorata e Palazzo Ragazzoni.


Il Duomo di Sacile, dedicato a San Nicolò, sorge nell’omonima piazzetta che ricorda molto i campi veneziani. Storicamente questa zona è la più antica della città e corrispondeva al maggior fulcro di attività commerciale.
Il Duomo merita una visita per i suoi interni veramente interessanti e proprio di fianco sorge il torrione del Duomo, testimone della struttura e della cinta difensiva della città di Sacile.
Gli altri due torrioni sono quelli di San Rocco e quello del Foro Boario.
Il torrione di San Rocco presenta il simbolo del Leone alato di San Marco a testimoniare il forte legame con la Serenissima. La città di Sacile è infatti anche conosciuta con l’appellativo di “Giardino della Serenissima”:
Da qui partono due vie che indicano due antiche contrade della città di Sacile ovvero Contrada Montalbano e Contrada Ruga.
Una incrocia sulla destra la chiesa di Santa Maria Addolorata e giunge fino alla lunga e aristocratica Piazza del Popolo, chiamata anche piazza del Mercato.
Piazza de Popolo è una tipica piazza signorile con porticati ed edifici seicentesci dal gusto veneziano, e dove si trova anche il palazzo del comunale.
L’originaria funzione della piazza, fino al Cinquecento, era quella di attracco delle navi mercantili all’allora esistente porto fluviale. Infatti se si osserva attentamente, la piazza degrada leggermente verso Sud a testimoniare il suo utilizzo.
All’estremità di Piazza del Popolo appena fuori dalla cinta muraria, si affacci sul Livenza Palazzo Ragazzoni che è il Palazzo simbolo di Sacile.
L’edificio che meglio rappresenta i fasti del ‘500 sacilese. Grazie alla famiglia Ragazzoni, è stato punto di riferimento per Sovrani, Papi ed Imperatori dell’epoca.
Il Palazzo è visitabile in varie zone tra cui la Cappella Gentilizia e la Sala delle Bandiere.
Entrati nell’ampio porticato dell’edificio, si attraversa la corte interna e si giunge nel giardino dell’Ortazza che con un ponte ricollega al centro storico di Sacile.
Il borgo di Sacile si visita tranquillamente in una giornata con visite ai palazzi e come passeggiata anche in mezza giornata.
Su e giù tra i ponticelli sulle verdi acque del Livenza e una tappa enogastronomica in uno dei tanti bar e caffè vi rilasserà davvero.
Per una pausa pranzo veloce o un aperitivo suggestivo vi consiglio il Weisscafè che si trova letteralmente sull’acqua a pochi passi da Piazza del Popolo.
La parte esterna infatti è in parte fissa e in parte attraccata come piattaforma sull’acqua con vista sul Duomo. Galleggerete sul Livenza gustandovi un ottimo calice di vino o un cocktail!
Per un pranzo più corposo ma di qualità , vi consiglio invece Osteria 77 e Trattoria Natalia.
Le sorgenti de La Santissima tra natura e leggenda
A pochi chilometri dal centro di Sacile, a valle del fiume Livenza si trova la sorgente de La Santissima a Palù di Livenza.
Per raggiungerla serve l’auto in direzione Caneva e Polcenigo. Si può parcheggiare nel parcheggio sterrato adiacente al percorso naturalistico lungo il fiume e le sorgenti
Palù di Livenza è classificata come sito Unesco archeologico e naturalistico dal 2011 e riconosciuto come uno dei più antichi siti palafitticoli dell’Italia settentrionale.
Qui l’acqua si prende il suo spazio tra gorgoglii e il verde della zona paludosa su qui si ergono i resti di strutture di palafitte testimoni dell’era del Neolitico.

La sorgente de La Santissima è una fonte perenne che sgorga dalle pendici del Cansiglio e principale sorgente del Livenza insieme a Molinetto e Gorgazzo.
Camminando lungo la strada sterrata principale si incrocia prima la Cappella del San Sepolcro ora in restauro e poi la cappella della Santissima Trinità.
La piccola pozza d’acqua che sorga vicino si dice abbia potenti proprietà curative e fonte di fertilità se passata sulla testa.
Dal punto di vista naturalistico invece, si può ammirare il verde intendo della vegetazione che si confonde con l’azzzuro verde dell’acqua.
E possibile camminare in parte grazie a passarelle sulle zone più umide anche se il percorso è interrotto a volte.
La sorgente Gorgazzo: una smeraldo d’acqua incastonato tra natura e leggenda

A circa 3 km dalla verde e bucolica zona di Palù di Livenza sgorga la sorgente del Gorgazzo.
Uno smeraldo d’acqua incastonato tra alberi e verde a circa 1 km da un altro borgo da scoprire in Friuli ovvero Polcenigo-
Un ampio parcheggio ti permette di raggiungere facilmente questa zona naturalistica e molto frequentata da locali e visitatori nell’omonima borgata di Gorgazzo.
Si percorre un breve tratto a piedi lungo il torrente Gorgazzo, costeggiato da una stradina e un muro a sassi che porta fino ad una piccola radura dove si apre la vista su questa perla dai mille colori intensi.
La sorgente del Gorgazzo è la più profonda mai esplorata al mondo e la seconda sifona e sorgente carsica d’Europa.
Emerge dalla grotta che si trova nella parte sud-orientale dell’Altopiano del Cansiglio ed è anche chiamata “Buso”. E’ stata teatro di immersioni molto complicate per trovarne il punto profondo finora mai raggiunto.


Il record è di 212 metri di profondità ad opera di uno speleo sub polacco. La leggenda dice che il suo punto più profondo risalga fino al “Bus de La Lum”, un inghiotittoio carsico che si trova sull’Altopiano del Cansiglio.
Ma oltre che alla sua misteriosa profondità, questo luogo è davvero magico per i colori che l’acqua sprigiona a seconda della luce. Si va dall’azzurro intenso fino al verde smeraldo con mille tonalità.
A circa 9 metri di profondità poi si scorge qualcosa…e vi lascio con questa curiosità per avere lo stimolo di andare a visitarla!
Da qui, anche a piedi e in bicicletta, è possibile raggiungere il centro di Polcenigo.
Polcenigo: il borgo da scoprire in Friuli tra storia e leggenda
Il piccolo Borgo di Polcenigo che si trova a solo un paio di chilometri dalla Sorgente del Gorgazzo è una bomboniera di pietra, ponti e storia.
Un centro vivace dove ci sono deliziose osterie e anche qualche negozio di artigianato molto interessante.
E’ possibile visitare il Museo del Arte Cucinaria con foto, raccolte di testimonianze, attrezzi del mestiere antichi che raccontano la storia della crescita professionale dei cuochi dell’ Alto Livenza.

Questi chef sono diventati famosi in vari ristoranti nazionali e internazionali conquistando anche stelle Michelin.
Merita poi una visita la chiesa di San Rocco alle porte del paesino, particolare per il suo inosueto campanile a canna quadrata.
Un chiesetta piccola, intima e campestre che si trova appunto all’ingresso della cittadella come faro di protezione. Si dice fosse uno schermo grazie al santo protettore per malattie come peste che piombo nel 1510 in tutta la zona di Pordenone e Udine.
Infine tra le gli edifici storici da visitare c’è il Castello di Polcenigo visibile dal centro del borgo che si erge sulla collina a baluardo della vallata.
Tra storia e leggenda il castello è sicuramente stato donato come fortilizio da parte dell’imperatore Ottone I al Vescovo di Belluno. Da qui divenne un vero e proprio castello medioevale.
Distrutto da un incendio nel XVII secolo, il castello viene ricostruito verso la fine del secolo successivo, diventando molto simile ad un palazzo antico e villa.
Come ogni castello che si rispetti intorno a sè aleggia un pò di mistero che lo rende speciale. La leggenda del fantasma del castello di Polcenigo narra che un contadino protagonista della rivolta del Giovedì grasso nel 1511 riuscì ad entrare in possesso di un bel bottino di tesori e pietre. Il contadino poi arruolato nella Serenissima morì.
Molti ricercatori vennero in cerca del tesoro che si dice sia sepolto nei pressi del Castello ma forti raffiche di vento improvvise li hanno sempre spinti via. Inoltre si dice che nelle notti di luna piena, si senta il tintinnio delle monete nei pressi del maniero.
I borghi più belli d’Italia sono ricchi di queste storie leggendarie di interessanti scorci e palazzi storici.
Cosa ne pensi di Sacile, Polcenigo e della via dell’acqua in Friuli? Ti hanno stuzzicato la curiosità?
Se vuoi scoprire altri borghi leggi anche la mia rubrica sull’Italia e le sue bellezze!
Se già sei un mio lettore, grazie per il tempo che dedichi a leggere il mio blog!
Se ancora non mi conosci io sono Maria, Travel Designer e accompagnatore turistico.
Mi piace raccontare esperienze di viaggio e crearne su misura per me e per gli altri.
Dai un occhio agli articoli con itinerari sulla sezione destinazioni e anche alla rubrica tradizioni in viaggio dove racconto curiosità da tutto il mondo.




