Tour del Madagascar in 14 giorni tra villaggi multicolore e natura
In questo post ti voglio raccontare la mia avventura in Africa e del mio tour del Madagascar in 14 giorni. Quando si immagina cosa vedere in in Madagascar, vengono subito alla mente foreste tropicali, alberi lussureggianti dalle verdi foglie, spiagge bianche e mare cristallino.
In parte è vero ma nel Centro e Sud del Madagascar c’è un cuore di terra fatto di villaggi e cittadine di variopinti altopiani verdi e d’oro per le molte risaie disseminate nell’isola.
Un tour tra villaggi multicolore e natura, partendo dalla capitale Antananarivo fino a Tulear.
Un tour del Madagascar in auto, che ci ha portato a conoscere la zona del Centro Nord scendendo quasi per 1000 km fino al Sud Ovest dell’isola.
In parte è vero ma nel Centro e Sud del Madagascar c’è un cuore di terra fatto di villaggi e cittadine di variopinti altopiani verdi e d’oro per le molte risaie disseminate nell’isola.
Il nostro tour del Madagascar di 12 giorni si è snodato su tappe di circa 5 -6 ore giornaliere con pause per visite e pranzi.
Parlo al plurale perchè oltre ad un viaggio davvero epico è stato il mio viaggio di nozze!
Con mio marito abbiamo scelto un viaggio di nozze su misura: che ci portasse dalla natura alla scoperta di villaggi con gente locale e dellì’artigianato fino alle splendide spiagge che si affacciano sull’Oceano Indiano.
Un viaggio dove vedere il Madagascar non solo come turisti ma in contatto con i locali.
Giorno 1. Antananarivo: la capitale del Madagascar sulle dodici colline

Antananarivo, anche chiamata dai locali “Tana”, è una città che si sviluppa in altezza su tre zone.
Capitale del Madagascar, si trova nel centro Nord dell’Isola nella regione della Analamanga.
Prima era infatti chiamata Analamanga e solo poi ribattezzata Antananarivo, che significa città dei mille, poi dal re Andriamasinavalona, in onore dei suoi soldati.
La capitale del Madagascar è un dedalo di vie principali dove si passa dalle baracche con povertà estrema a hotel con la SPA-
Questo è stato il primo impatto scesi dall’aereo dopo 10 ore di volo, in auto con la nostra guida “Cidy” locale che ci accoglieva e ci raccontava del popolo malgascio
La città si divide in città bassa, città media e citta alta e qui si distribuiscono circa 3 milioni di abitanti. Così volle la regina Ranavalona I, della tribu Merina, che popola questa zona fino agli altopiani adiacenti.
Nella parte alta ci sono tuttora quelli che erano il palazzo reale Rova, nella città media la parte commerciale dove socialmente la gente vive abbastanza bene e poi la città bassa ovvero la periferia.
Se non hai una guida ti consiglio di girarla con un driver perchè li sì che la scuola guida è di quelle toste! Macchine motorini che si alternano a calessi e biciclette, mercato di verdura e carne che si mescola con vendite ricambi auto. Qui le auto sono tutte di seconda mano quindi il meccanico è richiesto.
I mercati principali sono ad Analakely il sabato e a Mahamasina il Giovedí.
Qui vendono il riso con la carne degli zebù ovvero tori che arrivano dai campi e dalle risaie che popolano gli altopiani del centro nord e poi frutta, verdura e tutto quello che è commestibile.
Nella città media al confine con la città alta si trova il lago Anosy, un lago artificiale voluto dalla regina Ranavalona I per poterlo ammirare dal palazzo reale e passeggiarvi intorno. Al centro si trova il monumento del Black Angel, angelo nero, in memoria dei caduti francesi durante la Prima guerra mondiale .
Intorno al lago si può passeggiare e lo stesso lago si trova a Fianamasotra, nel centro Sud anch’essa città divisa in tre livelli. La regina dei Merina (la tribù che nomina questa zona) voleva avere sui suoi territori delle città che si ricordassero e che avessero uno scopo strategico.


Antananarivo nacque sulle dodici colline Imerina e conserva dei tratti ancora molto verdeggianti anche se l’inquinamento sta raggiungendo livelli esorbitanti come tutte le metropoli del mondo.
Giorno 2. Antananarivo -Antsirabe: dagli altopiani fino alla città che ha tanto sale.

Dopo un pomeriggio e una notte si parte verso Antsirabe.
Si lascia la città caotica e si prosegue su strada ancora asfaltata e in condizioni abbastanza buone con solo qualche buca saltuaria.
Incontriamo piccoli villaggi della tribù Merina che popola tutta la zona della capitale e poi a seguir fino ad Antsirabe.
Lungo strada si può trovare un piccolo centro di produzione e vendita della raffia che, lavorata a mano dalle signore del luogo, danno vita a oggetti colorati come cappelli, tacchini, animaletti e borsette.


Il paesaggio è ricco di altopiani di roccia con alle basi verdi terrazzamenti dove si coltiva il riso. Uno scenario che ci accompagnerà per molte città fino al Centro Sud del Madagascar.
ll primo centro abitato più consistente che incontriamo è quello di Ambatolampy famosa per la lavorazione di pentole di alluminio.
Dimenticati catene di montaggio e fabbriche ma fai spazio a vedere ragazzi e uomini che a piedi nudi
Qui in Madagascar si ricicla tutto e dai rottami di ferro che recuperano si fonde l’alluminio in forni fatti di pietra con il carbone. Poi creano lo stampo ricoprendo la pentola con la terra e le ceneri del carbone. E infine forgiano a mano con scalpelli le pentole nelle varie forme.
La parte sorprendente è che è tutto manuale, e le forme sopra le pentole vengono impresse con i piedi per tenere le pentole al caldo! Lavorano su turni di 6 ore senza nessuna protezione per le vie respiratorie.
Vendono poi nei villaggi vicino tutte le pentole e oggetti per la cucina create. Fatte a mano al 100%.
Proseguendo incontriamo ancora altopiani e paesaggio completamente naturale, qualche auto, qualche taxibus e qualche calesse per trasportare merce trainato dagli zebù.
Se c’è un incidente per strada, come è capitato a noi, i tempi si allungano perchè ci si arrangia e si libera la strada appena possibile!
La flora in questa zona è soprattutto di pini mughi ed eucalipto.


Antsirabe: la città del sale e dell’artigianato locale
La città di capolinea di questa giornata è Antsirabe, la terza città del Madagascar in termini di grandezza.
Antsirabe è chiamata la città dove c’è tanto sale per via delle caratteristiche del suolo e dell’acqua ricca di sali minerali. Ci troviamo a 1500 metri di altitudine e la città è un vero centro termale.
Circondata da tre laghi (Tritriva, Andranomafana e Andraikiba), la città respira storia e passato coloniale.
Qui pranziamo con il tipico piatto ovvero zebù con riso e verdure e poi facciamo un giro in pousse pousse. Questo è il tipico mezzo di trasporto urbano dove sostanzialmente un ragazzo pedala una bicicletta che traina un carretto con due posti.
Conosciuto anche come risciò nei paesi orientali è stato importato proprio da lì. Inizialmente mi sentivo a disagio poi ho capito che per loro è lavoro e fonte di reddito importante.


Ad Antsirabe si può visitare:
- Hoteles des Termes Antsirabe: hotel termale in stile coloniale con il suo giardino e la sua struttura
- nel centro della cittadina si trova inoltre il Fahaleovantena Tribes Monument dove sono intagliate in pietra gli stemmi delle 14 tribù del Madagascar in ordine alfabetico.
- un piccolo centro di artigianato locale dove con piccoli pezzi di lattine riciclate vengono realizzati a mano degli stupendi modellini di biciclette e di qualsiasi forma;
- visitare un piccolo negozio artigianale dove lavorano la stoffa e la seta
Come altre città qui la vita si svolge intorno al mercato lungo strada dove si vendono vari generi di prodotti. La povertà e le condizioni igienico sanitarie quei sono abbastanza impattanti.
Durata spostamenti Antsirabe- Ambositra: circa 5h di strada con la pausa per la visita alla lavorazione delle pentole e due tre tappe foto lungo percorso.
Totale chilometri circa 168 km. Partenza sempre intorno alle 7.30 per poter arrivare in hotel circa entro le 17:00 prima che venga buio.
Hotel consigliato: Coleur Cafè – 3* stelle con camere bungalow confortevoli vicino al centro città.
Giorno 3. Verso il Madagascar Centrale: da Antsirabe a Ranomafana

Si riparte su strada in auto verso la zona degli Altopiani Centrali del Madagascar.
Vediamo tantissime risaie anche qui e la terra comincia a farsi più rossa alternata ad una vegetazione più verde e lussureggiante.
La tappa intermedia a circa a due ore di auto da Antsirabe, è Ambositra la città del legno e della seta.
Questa cittadina si trova a circa 90 km dalla Riserva di Ranomafana, un parco protetto dove vivono molte specie autoctone e tipiche dell’isola come i camaleonti e i lemuri.
Ambositra è un piccolo ma movimentato villaggio dove il legno e la raffia ne inebriano l’aria con l’inconfondibile profumo di pulito, fresco e appena tagliato.
Qui piccole botteghe lavorano il legno da piccoli oggetti di arredo e decoro fino a quadri raffiguranti nature morte e famose opere come l’Ultima Cena di Raffaelo.

Si può assistere alla lavorazione del legno nelle tante botteghe presenti (chiedendo prima di modo da avere lo spazio e il tempo di visitarlo)
Il legno viene tagliato al grezzo nelle varie tipologie e colori e poi si procede con il dare forma a quanto si vuole creare fino all’intarsio.
Andiamo a visitare anche un negozio di gioielli e oggettistica. Il Madagascar per sua storia geologica è ricco di pietre preziose e fossili. Qui troviamo anche due simpatiche tartarughe “domestiche” con cui un selfie è ovviamente d’obbligo!


Il tour attraverso il Centro del Madagascar prosegue fino al villaggio di Ranohira che apre le porte alla Riserva Naturale di Ranomafana.
Ranomafana significa acqua calda e questo perchè qui si trova una fonte di acqua termale naturale ricca di ferro e minerali, ottima per i reumatismi.
Arrivati stanchi dal viaggio, la proposta della guida di un tuffo in queste splendide piscine naturali alle porte della foresta, ci ha davvero fatto piacere!
Una breve passeggiata tra il verde e abbiamo provato la STATION THERMALE frequentata dai locali! E’ stato molto divertente ed una coccola dopo il viaggio in auto!



Durata spostamenti Antsirabe-Ranohira : circa 3 di strada con la pausa per alcune foto.
Totale 180 chilometri circa . Partenza sempre intorno alle 7.30 per poter arrivare in hotel circa entro le prima che venga buio.
Hotel Ny Tanana Ranomafana– 3* stelle con camere bungalow confortevoli alle porte della città e circa a cinque minuti di auto dall’ingresso del parco.
Giorno 4. Da Ranomafana a Fianarantsoa: la città alta nel cuore dell’Altopiano
Fianarantsoa significa impara bene in lingua malgascia.
È considerata la capitale del Sud del Madagascar e il suo nome antico è Ivonea che significa scappata.
La tribù di questa zona è la tribù dei Betsileo che insieme ai Nerina sono le due più grandi delle 13 etnie del Madagascar.
Come la capitale Antananarivo è divisa in tre zone: la città bassa, media e alta che distingue anche gli stati sociali ed economici della popolazione.
Nella parte alta ci sono quelle che erano i palazzi reali ai tempi delle due regine ovvero Tanavalona I e II.
La città si sviluppa su un altopiano e raggiunge dai punti panoramici 1200 metri di altezza.


Anche qui c’è un lago artificiale che si chiama lago Anosy come ad Antananarivo perché la regina voleva avere la stessa posizione strategica in entrambe nel citta.
La via che sale in alto su chiama via Rova: letteralmente che va al palazzo.
Una città vitale piena di giovani dove operano per fortuna molte associazioni che danno educazione e lavoro per creare autosufficienza.
Grazie alla giuda locale che è un giovane formato da una di queste associazioni, ho scoperto tantissime informazioni e curiosità che ci ha guidato su cosa vedere in Madagascar di veramente autentico.


Durata spostamenti Ranomafana Fianarantsoa : circa 2 su strada abbastanza dissestata.
Totale chilometri circa 50.
Partenza dopo la visita al parco di Ranomafana ore 11:30 per poter arrivare per pranzo , un pò di relax e visita alla città nel pomeriggio.
Hotel Pietra hotel in centro città nella parte di città media con piscina e ampie camere- struttura restaurata grazie ai centri missionari Don Bosco.
Giorno 5. Da Fianarantsoa a Ranohira e il Parco di Isalo


Proseguendo il nostro tour in Madagascar, il paesaggio comincia a cambiare.
Mentre viaggiamo ci vengono raccontate delle tradizioni locali e delle importanti feste come il matrimonio tradizionale e la riesumazione: due eventi che sono fulcro della vita di molte etnie malgascie e di cui vi racconterò in un articolo dedicato.
Ci troviamo a metà strada tra gli altopiani della città di Fianarantsoa e la città di Mare di Tulear in una zona semidesertica ma con dei tesori nascosti. Due prodotti vengono prodotti qui artigianalmente ovvero il Rhum locale e la carta.
Il Rhum Nahoda 303 è un rhum artigianale prodotto negli altopiani del Sud del Madagascar vicino alla città di Ambalavao.
Qui sì lavora la canna da zucchero per produrre questa bevanda dal gusto dolciastro con note di caramello e caffè molto potente!
Il numero vi incuriosisce? Non riguarda la gradazione:) 303 è il numero del civico della distilleria che lo produce!
Iniziato a produrre nel 1970 da Jean Berger un visionario che capì il potenziale della canna da zucchero che veniva comprata direttamente dagli agricoltori all ingresso della foresta.
Ad oggi sotto la Rhumerie 303 il sogno continua e il Rhum viene venduto in tutto il paese.
Nahoda è il nome dato ai guerrieri della tribù che immigrò in queste zona nel corso dei millenni!
Ambalavao: la carta fatta a mano di Antimoro dai poteri magici

Il significato del nome della città di Ambalavao nuova campagna e segna il confine tra le etnie Betsileo e Bara che popolano principalmente questa zona.
Qui si produce anche vino bianco e rosso negli unici vigneti dell’isola e inoltre c’è il mercato centrale di Zebù più grande del Madagascar.
Ma è la carta la vera protagonista ell’artigianato locale di questa città nel Centro Sud del Madagascar.
La carta di Antimoro o papier Antiemoro in francese , è un tipo di carta prodotta a mano nel centro del Madagascar.
La carta viene prodotta artigianalmente a mano in un piccolo laboratorio all’interno di un meraviglioso giardino.
Una carta dai poteri magici? Sì hai letto bene, perché la carta Antiamoro ha la sua origine nella notte dei tempi durante il periodo di dominazione Araba nel 1300.

Assomiglia molto infatti al papiro che le popolazioni antemur musulmane immigrate sull’isola utilizzavano per trascrivere i versi del corano e profezie.
Fino a qualche tempo fa pare che si producesse questa bellissima carta pergamena per gli sciamani Ombiasa che godono di molto rispetto nell’isola per i loro poteri di guaritori.
Per questo molti credono abbia degli influssi magici.
Nel 1936 grazie alla conoscenza della lingua Antiamoro del colono francese Pierre Mathieu, la tecnica della produzione della carta si diffuse.
Nei secoli la popolazione stanziata poi nella zona di Ambalavao ha arricchito i soli papiri scritti ad uso di versi per creare prodotti artigiani con decorazioni floreali.
Ad oggi questo la rende quindi inconfondibile e conosciuta come carta Antiamoro Avoha.
La produzione è completamente fatta a mano partendo dall’essicazione della corteccia, fino al macero e ammollo in acqua per almeno 4 ore fino alla stesura su telaio del papiro grezzo.


Si passa all’applicazione di decori floreali e poi all’asciugatura che deve essere almeno di 1 giorno.
i prodotti vengono venduti direttamente nello shop del laboratorio nel mercato centrale della città.
Devo dire che se dovessi consigliare cosa vedere in un viaggio in Madagascar sicuramente consiglierei di non perdersi questi artigiani locali e lavoratori dotati di grande manualità.
Anja Community Reserve



Rimessi su strada la tappa successiva è un tuffo nella natura e nella fauna tipica del Madagascar.
A pochi chilometri dal centro di artigianato si trova infatti l’Anja Community Reserve. Questa riserva protetta si estende per circa 30 ettari ai piedi del massiccio delle Three Sisters per lo più costituita da arbusti dalla pianta Voandelaka (Melia azedarach) , che è uno degli alimenti dei protagonisti di questa riserva ovvero Maki o Lemuri Catta.
Il paesaggio alterna piccole radure di alberi e piante a massicci su cui salire e scendere e ammirare la vallata di Ambalavao.
I lemuri scorrazzano qua e la ormai abituati alla presenza dei turisti, ti passeggiano a fianco e si mettono in posa !
Al di là di questo l’importanza di questa riserva e la cura di questi animali che vengono curati e rimessi poi in libertà in sicurezza.
La gestione è affidata all’associazione locale Anja Miray e oltre a un ruolo molto importante per la fauna, da anche lavoro alla popolazione locale.
Arriviamo a Ranohira alle porte del Isalo National Park, uno dei parchi naturali più grandi del Madagascar.
Il parco si trova lungo la Route National 7 che collega Antananarivo a Tulear. E’ un area protetta costituita da savana nella stagione più secca e da composizioni rocciose uniche di pietre risalenti al Giurassico.
Una parte più rigogliosa si trova al suo interno dove si trovano anche numerose sorgenti d’acqua, piscine naturali e i lemuri Catta.
La permanenza nel Parco e alle porte del parco può variare nel numero dei giorni a seconda della lunghezza di escursioni da fare.



Qui infatti si possono prenotare trekking di varia lunghezza con una guida locale per scoprirne le sue bellezze e la sua storia legata profondamente alle tradizioni del popolo malgascio.
Ti racconterò cosa fare nel Isalo National Park in un altro post.
Durata spostamenti da Fianarantsoa a Ranohira (Isalo National Park): circa 6 ore su strada con pausa pranzo.
Totale chilometri 180 circa
Hotel Lodge Le Jardin de Roy_ 3 stelle- struttura a conduzione famigliare ecosostenibile inserita naturalmente in un giardino alle porte del Parco Nazionale di Isalo.
Giorno 6. Il Sud del Madagascar: Isalo National Park fino a Tulear
Lasciato il paradiso terrestre del Jardin Du Roy nel Parco dell’Isalo dove abbiamo trascorso due giorni splendidi immersi nella natura anche nel nostro lodge, proseguiamo il nostro viaggio in Madagascar verso l’oceano.
L’itinerario in auto lasciato Rahoira prevedere un passaggio per alcuni villaggio in zone sempre più aride e difficili da vivere.
Passiamo per una città dove le pietre preziose sono la fonte di vita delle persone locali, Ilakaka.
Ilakaka, la città dei zaffiri nell’arido Sud del Madagascar


Questa città mi ha toccato particolarmente anche se non mi sono fermata a visitarla.
Questo luogo ti fa capire che cosa vedere in un viaggio in Madagascar perchè ti fa capire la reale condizione di questo popolo.
Un villaggio di circa 30.000 abitanti chiamata anche città degli zaffiri. Pensandoci una persona direbbe subito: qui sono fortunati hanno una pietra preziosa come materia prima e possono lavorarla e ricavarne profitto in modo sostenibile.
Invece purtroppo le persone che vivono qui sono sfruttate da ditte dello Sri Lanka. Sono dei meri raccoglitori delle pietre grezze che vengono poi esportate.
La città si è creata proprio per la scoperta delle cave dove si trovano le pietre e quindi la gente è accorsa qui per avere un lavoro.
Ho potuto vedere una fase della lavorazione ovvero la pulizia delle pietre nel fiume. Purtroppo qui non siamo scesi dall’auto su consiglio della guida.
La situazione qui è purtroppo di povertà estrema e sfruttamento per il lavoro sulle pietre che di fatto non restano alla popolazione che vive in situazioni abbastanza estreme.
Qui ci troviamo nella parte Sud del Madagascar, in una zona semi-desertica dove piove solo 15 giorni l’anno.
La fonte di reddito principale è quindi appunto questo lavoro di estrazione pietre.
Sullo sfondo e allontanandoci cominciamo a scorgere “le madri della foresta” fonte di acqua e vita ovvero i baobab.
Alberi buffi, lineari ma allo stesso tempo maestosi. Il loro tronco è bello cicciotto perchè contiene quasi 80% di acqua.


I suoi frutti sono commestibili e sono il pasto preferito dai lemuri e usati anche dalla popolazione per ricavarne succo e marmellata.
Li vedremo meglio nella Riserva di Reniala alle porte della città di Tulear. Reniala in lingua malgascia significa proprio baobab e madre della foresta.
Durata spostamenti da Ranohira-Isalo fino a Tulerar: circa 6 ore su strada con pausa pranzo.
Totale chilometri 180 circa
Hotel Lodge Le Jardin de Roy_ 3 stelle- struttura a conduzione famigliare ecosostenibile inserita naturalmente in un giardino alle porte del Parco Nazionale di Isalo.
Giorno 7. Da Tulear ad Anakao Bay
Tulear o Toliara è una città di mare, portuale nel Sud- Ovest dell’isola e qui sembra di stare davvero in un villaggio esotico.
Città molto movimentata e frizzante come tutte le città di mare, con un grande via vai di motorini, pousse pousse e auto.
A Tulear è possibile con spostamento in auto visitare la Riserva Naturale di Reniala.
Si trova a circa 20 km dal centro città e con un biglietto di ingresso si ha a disposizione una guida che ti illustra le principali varietà di baobab, alcuni camaleonti e l’insetto stecco.
I baobab si stagliano sulla terra rossa e fanno da contrasto con il cielo blu. Ce ne sono di tantissimi tipi:
Qui il mare non è consigliato come balneabile e sono preferibili altre zone come Anakao Bay, raggiungibile ogni mattina con motoscafo veloce in circa 45 minuti e dove sorgono vari lodge per tutte le tasche affacciati direttamente sull’Oceano indiano.
Noi dopo una notte a Tulear ci siamo diretti proprio qui per trascorrere 3 giorni di relax sulle cristalline acque del Madagascar.
Ma di questo vi racconterò in un altro post dove scopriremo le meraviglie di Anakao Bay!


In questo articolo ho voluto ricostruire un itinerario di viaggio utile come guida per scoprire il Madagascar entrando a contatto con la popolazione e la cultura locale.
Il viaggio è stato molto emozionante sia per i meravigliosi paesaggi, molto diversi tra loro, sia per l’impatto con una popolazione davvero generosa e disponibile. La povertà in parecchie zone, soprattutto nel Sud del Madagascar, è estrema.
La popolazione però si dà da fare con artigianato e attività di valore per poter vivere dignitosamente.
Il turismo in Madagascar è sicuramente una fonte importante di sostentamento e purtroppo in alcune zone poco valorizzato per mancanza di strumenti di promozione per renderlo sostenibile e di impatto positivo per chi vive lì.
Sta a chi visita questi posti paradisiaci, a visitare i parchi più famosi e le sue bellezze più conosciute come le spiagge come Anakao e Nosy Be, le foreste e le zone più fotografate, ma a scoprire anche piccoli tesori in zone come quelle che vi ho indicato.
Io le consiglio assolutamente abbinate a dei momenti di relax. E’ un viaggio che va organizzato con guide locali ed esperte ma totalmente sicuro.
La gente è molto cordiale e veramente di cuore buono. Ci sono ovviamente alcune zone da evitare come in tutte le grandi città e in tutti i luoghi del mondo ma una volta trovato un tour operator serio che vi propone un viaggio su misura e con guide preparate, potete girare praticamente tutta l’isola in sicurezza.

Che ne pensi? Ti piacerebbe partire e scoprire cosa vedere in un viaggio in Madagascar?
Se già sei un mio lettore, grazie per il tempo che dedichi a leggere il mio blog!
Se ancora non mi conosci io sono Maria, Travel Designer e accompagnatore turistico.
Mi piace raccontare esperienze di viaggio e crearne su misura per me e per gli altri. Scrolls e leggio gli articoli con itinerari sulla sezione destinazioni e anche alla rubrica tradizioni in viaggio dove racconto curiosità da tutto il mondo.

